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COME SI FORMA UN TEMPORALE

I temporali sono sistemi atmosferici molto complessi che per svilupparsi necessitano di diverse condizioni. All’interno di esso inoltre, agiscono diversi tipi di venti fondamentali per il suo sviluppo. Andiamo a vedere quali sono.

VENTI PRINCIPALI NEL TEMPORALE

UPDRAFT: ‘E il vento caldo e umido che sale formando i primi cumuli . L’updraft appare come un’ammasso di nuvole che ricorda panna montata.

DOWNDRAFT: Aria fresca che scende insieme alle precipitazioni. Questa zona si può subito notare in un temporale dalla parte più uniforme a differenza dell’updraft che appare più simile a panna montata con tutte nubi ammassate.

INFLOW: Aria calda e umida che il sistema temporalesco aspira per alimentarsi. Quando l’inflow soffia sopra la nostra zona, possiamo notare una ventilazione più calda e umida.

OUTFLOW: ‘E la massa d’aria riversata al suolo, è un vento generalmente freddo e in molti casi può essere violento.

OUTFLOW IN QUOTA: Quando l’updraft raggiungere la tropopausa che sarebbe l’altezza massima di sviluppo dei temporali, l’aria invece di raffreddarsi si riscalda ancora, ma l’updraft non può più espandersi verso l’alto essendo arrivato alla quota massima, quindi si espande orizzontalmente formando l’incudine che si sviluppa seguendo i venti in quota, quindi la direzione di spostamento del temporale chiamata ”incudine sottovento” ma in molti casi, in updraft molto sviluppati, l’incudine può espandersi anche nella direzione opposta al vento in quota creando la così detta ”incudine sopravvento”

INGREDIENTI PER LO SVILUPPO DI UN TEMPORALE

Ora che abbiamo visto le correnti chiave di questo meraviglioso fenomeno, andiamo a capire però cosa serve per far sì che si sviluppi.

UMIDITA’ E CALORE NEI BASSI STRATI

Questo è il primo ingrediente, il carburante del temporale, più aria calda e umida c’è vicino al suolo circa 850 hPa più questi fenomeni saranno forti. Di solito l’indice che misura quanta energia è disponibile per la convezione è il CAPE.

FORZANTI

Anche se presente energia nei bassi strati, quest’ultima non può salire da sola, ma servono delle forzanti:

ARIA FREDDA O SECCA IN QUOTA

Un’ingresso di questo tipo alle quote di 500hPa aiuta a far salire l’aria più calda e umida visto la loro differenza fisica, e quindi favorire lo sviluppo delle prime nubi temporalesche. Attenzione però, se l’aria è troppo secca, potrebbe disturbare o ostacolare completamente lo sviluppo.

OROGRAFIA

Le montagne essendo molto alte, possono forzare la salita dell’aria calda facendola salire e sviluppare i temporali. Questo fenomeno accade comunemente in estate. Non solo causa lo sviluppo, ma anche il rafforzamento. Se un sistema temporalesco passa in una zona montuosa e calda, può incrementare la potenza sfruttando l’orografia

RISCALDAMENTO DAL BASSO

Il sole riscalda i bassi strati durante la giornata e nel pomeriggio quando il calore è al massimo, si possono scatenare temporali estivi, spesso combinati con l’orografia.

LE TRE FASI DI UN TEMPORALE

PRIMA FASE : L’Aria calda umida sale, formando cumuli che si espandono verticalmente. In questa fase non vi sono presenti ancora precipitazioni; le correnti ascendenti dominano. Impedendo alle goccioline d’acqua di diventare pesanti e precipitare al suolo.

SECONDA FASE: I cumuli evolvono in cumulonembi raggiungendo la tropopausa, si ghiacciano in cima e formano l’incudine. In questa fase si hanno i classici fenomeni dei temporali: Pioggia ,Vento ,Grandine ,Fulmini.

TERZA FASE: Le correnti del temporale si affievoliscono per mancanza di energia , le precipitazioni diminuiscono, la struttura diventa più uniforme e il temporale si dissipa.

Bene, siamo giunti al termine di questa lezione! Ora saprai distinguere un temporale, sapere tutta la sua fisica e ingredienti di formazione. Per non perderti i prossimi argomenti seguici.